Può essere che questi cambi siano dovuti al modello “radicale/moderato” che, di sicuro, ha perso molto potere; ma alcuni cambiamenti repentini nell’elettorato — tu fai l’esempio del M5S o di Syriza — secondo me sono più che altro ascrivibili al fatto che “europeista/antieuropeista (o almeno euroscettico)” è diventata una frattura politica del valore dei vecchi “chiesa/stato” o “proprietario/lavoratore”, e come tale è in grado di incidere profondamente.

Non dico che questo sia il caso di Corbyn, per il quale sicuramente valgono altri fattori. Anzi, probabilmente Corbyn è riuscito a dare una scossa identitaria, riunendo elettorati che si stavano allontanando dando loro (almeno in parte) un terreno comune. Che è esattamente il contrario di quello che sta succedendo da noi.

Resta poi il fatto che l’elettorato che vota alle primarie è molto diverso da quello che vota nelle generali, ma questo è un altro discorso…

Spero di essermi spiegato, anche i percorsi politici in corso sono molto volatili!

Volevo solo fare il giornalista (La Stampa / Wired / Il Tascabile / Esquire Italia/ varie ed eventuali)