Premesso che per me, come detto anche nel pezzo, è meglio leggere anche il trafiletto sportivo del giornale peggiore che giocare a Candy Crush (ma questa è una mia personalissima opinione, senza nessuna pretesa di verità), sono molto d’accordo con quanto dici tu e io per primo pecco senz’altro di un eccesso di “bianco e nero” (anche per gusto di polemica, lo ammetto :)).

È ingiusto dare la colpa al mezzo? Da un certo punto di vista sicuramente sì, visto che l’uso che ne facciamo dipende esclusivamente da noi, e se tante persone non sfruttano le enormi potenzialità del mezzo che hanno in mano ma si limitano a usarlo come “obnubilatore delle menti” come si fare a dare la colpa a uno smartphone?

Allo stesso tempo, però, non si può sottovalutare la potenza del mezzo che abbiamo in mano e il potere che ha su di noi. Quando ho comprato il mio primo iPhone mi sono ripromesso mille volte che avrei tenuto sotto controllo questo aspetto. Ci sono riuscito? In parte sì, in parte sicuramente no: lo uso troppo e non sempre a ragion veduta.

In definitiva, temo che puntare troppo sulla nostra autodisciplina sia una scommessa perduta (non sempre e non per tutti, ovviamente); è salutare riflettere, criticare e anche sforzarci di fare un uso meno compulsivo dei nostri aggeggi. Ogni tanto guardare fuori dalla finestra del tram non può che fare bene :).

Volevo solo fare il giornalista (La Stampa / Wired / Il Tascabile / Esquire Italia/ varie ed eventuali)

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